Tursi, la terra del poeta Albino Pierro vi invita: “venite qui, vi ho dischiuso le porte”
Tursi è raccontata, nella sua lingua, da Albino Pierro e chi vi giunge non potrà fare a meno di guardare questa “terra du ricorde” attraverso i versi del poeta.


Sentirai forte la sua presenza nel substrato culturale tursitano, scoprirai che nel 2010, allo scopo di proteggere e valorizzare i luoghi dell’anima di Pierro, è nato un Parco Letterario che si articola intorno ai posti della città di Tursi che hanno accompagnato alcune fasi della vita dello scrittore, a partire dalla Rabatana, luogo indissolubilmente legato alla prematura scomparsa della madre.
Nel rione San Filippo, dovrai visitare la casa natia di Pierro. “U Paazze”, come lo definisce il poeta, è articolato su due piani e comprende un seminterrato.
Al suo interno, nel Museo della Poesia Pierriana sono custoditi quadri, poesie e cimeli delle opere, nella Pinacoteca potrai visitare una mostra permanente di alcune opere d’arte realizzate nel decennale della morte del poeta da numerosi artisti lucani, come Nino Tricarico e Antonio Masini, ispirati dalle liriche pierriane.
Mentre nella Casa Museo potrai accedere alle sale “Rocco Brancati”, “Felice Di Nubila” e allo “Studio Albino Pierro”.
Nonostante il suo peregrinare in vita, il legame viscerale con la sua terra è stato definitivamente consacrato dalla decisione del poeta di essere sepolto nella sua città natale.
È una storia d’amore che ti coinvolgerà e ti farà affezionare a questi luoghi, che il poeta sentiva di dover proteggere attraverso la sua produzione letteraria: “Quella di Tursi, il mio paese in provincia di Matera, era una delle tante parlate destinate a scomparire.
Ho dovuto cercare il modo di fissare sulla carta i suoni della mia gente”.
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“‘A terra du ricorde”
Tursi, la terra del poeta Albino Pierro vi invita: “venite qui, vi ho dischiuso le porte”
Qui a Tursi, mentre eravamo alla Rabatana, mi hanno raccontato di un poeta: Albino Pierro. Mi hanno detto che iniziò a scrivere nel dialetto tursitano, perché il suo desiderio era che i suoni della sua gente non scomparissero. Direi che il suo sogno si è realizzato, è riuscito ad eternare la sua lingua e la sua città continuerà a parlare di lui a chiunque verrà a visitarla. Così, mi hanno accompagnato nei luoghi del Parco Letterario, dopo averli guardati un po’dall’alto, dal balcone della sua casa in rione San Filippo.





