Sulla collina tra ulivi e vigneti

La Torre Molfese, a Sant’Arcangelo, la vedetta a tutela dei viandanti

Se giungi a Sant’Arcangelo, troverai, incastonata tra ulivi e vigneti, la Torre Molfese. In passato era nota come “Torre Mederico”, dal nome della contrada in cui è situata.

Scoprirai che la sua storia è legata a quella del vicino Convento di Santa Maria di Orsoleo, infatti, si ritiene sia stata eretta come torre di avvistamento, a tutela dei viandanti che si recavano in convento. Noterai che l’edificio, a pianta quadrangolare, si sviluppa su tre piani, con pareti di mattoni e pietre per quello a piano terra e di soli mattoni a vista per quelli successivi.

Ti racconteranno che, originariamente, al suo interno erano presenti un camino rudimentale e una scala per collegare, oggi come allora, i vari piani. La torre e tutto l’insediamento erano inoltre attrezzati di varie pertinenze e servizi, come grotte e ‘’catoggi’’, ambienti ipogei con funzioni di magazzino e riparo per animali e una ‘’nevera’’, cioè una ghiacciaia dove accumulare la neve per consentire la conservazione degli alimenti e soprattutto l’acqua, della quale ci si poteva rifornire grazie alla vicina fontana Mederico.

La Torre “diventa” Molfese nel Novecento, quando passa nella proprietà dell’omonima famiglia. A partire dagli anni ottanta, è stata ricostruita partendo dai ruderi rimasti, insieme alla piccola cappella di Santa Maria della Croce alla quale era appartenuta in passato.

Nel 1996, a restauro terminato, è stata inaugurata, custodendo al suo interno una raccolta di foto della civiltà contadina ed è diventata sede del Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e Centro Studi sulla Popolazione, per migliorare la condizione dell’anziano in Basilicata.

Attualmente, è posta sotto la tutela della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e le sue porte vengono aperte al pubblico in occasione di convegni e iniziative sul territorio. 

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Sulla collina tra ulivi e vigneti

La Torre Molfese, a Sant’Arcangelo, la vedetta a tutela dei viandanti
Dal Convento di Santa Maria di Orsoleo, attraverso un calice di Grottino di Roccanova Igp, guardavo la Torre Molfese e mi lasciavo trasportare dal racconto. Mi hanno parlato della sua storia, dell’epoca in cui era “Torre Mederico”, dal nome della contrada che la ospita, quando assolveva alla funzione di torre d’avvistamento a tutela dei viandanti diretti al Convento e ho immaginato quante scorte di cibo potessero contenere i suoi “catoggi’’, ambienti sotterranei che fungevano da magazzino. Quindi, ho deciso di attraversare la nebbia e dirigermi verso i suoi antichi vigneti, per scoprire cosa custodisce oggi che è sede del Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e Centro Studi sulla Popolazione.

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